Ciao a tutti! Eccomi qui, di nuovo a raccontarvi di un'altra piccola vacanza-pazzia. Questa volta la mia compagna di viaggi è Martina, l'amica con cui ero andata in Toscana a gennaio. Nel mentre sono stata in Islanda, ad Amsterdam e ad Istanbul, ma questa è' un altra storia;)
La nostra "fuitina" comincia con il volo da Bergamo Orio Al Serio delle 7:00 di lunedì 11 maggio.
Arriviamo all'aeroporto "leggermente" in anticipo, (giusto 3 ore prima ahaha) perché di dormire 2 ore a casa e poi partire non se ne parlava. Ci facciamo portare dalla navetta dal parcheggio all'aeroporto e via, si parte!
Il nostro itinerario durerà 5 giorni, dall'11 al 15 maggio e sarà così strutturato: Malaga, Granada, Cordoba e gli ultimi due giorni a Siviglia.
L'Andalusia è una terra meravigliosa, è la regione più calda e passionale della Spagna e lì nascono tutte le tradizioni più sentite dagli spagnoli, come il flamenco, la corrida e le tapas. In Andalusia si svolgono le feste più caratteristiche e vivaci del Paese, come la Semana Santa di Siviglia, la capitale della Regione.
L’Andalusia è la terra della magnifica Alhambra di Granada, l’edificio più famoso di Spagna, ma anche delle moschee e dei palazzi moreschi di Cordoba, del museo di Picasso di Malaga, delle spiagge della Costa del Sol e della Costa de la Luz, delle montagne della Sierra Nevada e dei suoi parchi naturali.
Premetto che il giro che abbiamo fatto noi non è quello ottimale per due motivi:
- abbiamo scelto solo dopo i collegamenti
- non eravamo in macchina.
Abbiamo infatti visto solo quattro città e nemmeno nell'ordine giusto! Il mio consiglio è di fare: Siviglia, Cordova, Granada, Malaga, oppure Siviglia, Malaga, Granada e Cordova, o ancora meglio di vederne anche altre facendo un giro ad anello.
Primo giorno: 11 maggio 2015
Alle 9:00 Atterriamo a Malaga. Nonostante le 2 ore di sonno guadagnate sull'aereo (aggregavate dall'aria condizionata a stecca) siamo pimpanti e pronte per visitare la città!
Prima cosa passiamo in hotel, Pension Terminal (http://www.pensionterminal.com), a posare le valigie. Sappiate che in Spagna Nessuno conosce l'uso della lingua inglese quindi comunicare è' un vero incubo se non sai lo spagnolo! Conviene parlare in italiano, ti capiscono meglio.
A primo acchito il posto non mi piace. Ha l'aspetto della classica città di mare tutta "cemento e bar, case e centri commerciali. Io e Martina ci guardiamo e diciamo "ma dove siamo finite?" Camminiamo cartina alla mano in cerca del centro ma l'unica cosa decente nella quale ci imbattiamo è il porto. Nulla da ridire per carità, molto carino, pieno di negozietti etnici e ristorantini ma ancora la città non ci convince. Decidiamo allora di visitare due delle attrazioni principali: il castello di Gibralfaro e Alcazaba.
Quest'ultima è una fortezza di epoca musulmana, costruita su una fortezza preesistente di origine fenicio-punica. Erge alle falde del monte Gibralfaro, sulla cima del quale si trova proprio l'omonimo castello. Alcazaba e il castello sono collegati da un passaggio del monte protetto da una doppia muraglia a zigzag chiamato La Coracha.
Intanto si fa quasi mezzogiorno e il sole picchia sulla città. Nonostante non faccia caldissimo (24 gradi) decidiamo di fare già una pausa. Dopo la visita di Alcazaba, che ci mette a dura prova con una bella salita, decidiamo di andare a pranzare e di tornare poi nel pomeriggio al castello (che non è collegato alla fortezza ma raggiungibile con il bus 35 in quanto la suddetta " coracha", la strada murata che collega le due fortezze e' chiusa al pubblico.)
Ci addentriamo allora in una via dietro ad Alcazaba e finalmente scopriamo la vera Malaga!
Davanti a noi sulla destra si visualizza il teatro romano, complesso archeologico che risale all'epoca augustea. Il teatro rimase in attività fino al III secolo per poi cadere in disuso. Durante la dominazione araba fu utilizzato come deposito di materiale edile per la vicina Alcazaba e in seguito se ne persero le tracce. Venne riscoperto a metà del Novecento in seguito alla demolizione di alcuni edifici. Attualmente viene utilizzato per alcune rappresentazioni teatrali all'aperto.
Sulla sinistra invece inizia il centro storico. Non vi dico lo stupore nel vedere tutte queste viuzze piene di vita, ristoranti moderni vicini a tipiche botteghe e a cervecerie, negozi di artigianato locale, pasticcerie piene di leccornie e palazzi storici. Decidiamo di pranzare in una bodega bar molto antica e famosa nella città, "El Pimpi" (www.elpimpi.com) attivo Dal 1885 e' un marchio di autenticità ed una tappa fissa per chi visita questa città. Non rimaniamo delusi dal locale. Interni molto curati, fiori sulla facciata e ampio dehor, menù prelibato è ricchissimo. Unico neo i prezzi, che non sono bassi (ma del resto sfatiamo il mito che in Spagna si spende poco: malaga e' ormai cara come molte altre città europee e una bottiglietta d'acqua ti costa 1,30 euro, un cappuccino 1,50) e i camerieri che puntualmente non sanno una sola parola di italiano e sbagliano a portarci le ordinazioni.
Ci rilassiamo mangiando ottima paella e frittura di alici fresche ...dopo di che continuano il nostro tour.
Decidiamo di visitare la cattedrale, sita proprio nel centro storico. A mio avviso è il vero fiore all'occhiello della città! A parte il fatto che si debba pagare il biglietto per entrare (ben 5 euro) e' davvero bella. La chiesa è uno dei più importanti monumenti rinascimentalidell'Andalusia. Nel 1855 è stata insignita del titolo di basilica minore. Essa sorge sul sito di un'antica moschea (della quale rimane solamente il patio degli aranci) e la sua storia e' alquanto travagliata: cominciata nel 1528 viene inaugurata nel 1588 ma per via dell'ambizioso progetto i lavori proseguirono a rilento fino al sisma del 1680, che la danneggiò gravemente. La costruzione viene ripresa nel 1719 e interrotta nuovamente nel 1783, lasciando da quel momento il progetto incompiuto. Per questo motivo ad essa manca la torre campanaria meridionale ed è affettuosamente soprannominata dagli abitanti della città "La Manquita" (la monchetta).
Un'altra attrazione importante nel centro storico e' il Museo Picasso, interamente dedicato alle opere di Pablo Picasso, che raccoglie in esposizione permanente oltre 200 opere dell'artista ed è stato inaugurato nel 2003 nel Palacio de Buenavista. Purtroppo per mancanza di tempo non visitiamo il museo.
Arrivate a questo punto della giornata non possiamo che cambiare idea sulla città inizialmente sottovalutata ma per convincerci del tutto manca ancora un tassello: il castello!
Prendiamo il bus 35 che con poco più di un euro ci porta in cima al monte Gibralfaro. Anche qui per entrare serve il biglietto ma per fortuna ce la caviamo pagando il biglietto ridotto passando per studentesse, (Cosa peraltro fatta anche nella cattedrale). Dall'interno delle mura la vista è' mozzafiato! Si vede tutta la città a 360 gradi e con essa il mare e la spiaggia, il porto, i giardini Puerta Oscura e Pedro Luis Alonso e la Plaza de Toros de la Malagueta, museo taurino.
Contente per la piega positiva presa dalla nostra giornata torniamo in hotel esauste senza neanche la forza di uscire per cena! Domani ci aspetta Cordova :)
Secondo giorno: 12 maggio 2015
Il secondo giorno decidiamo di alzarci presto per godere al meglio della giornata e arrivare in tempo a Cordova. Usciamo dall'hotel intorno alle 8:00. Ci accorgiamo subito che gli spagnoli non sono molto mattutini: le strade sono pressoché deserte e i negozi quasi tutti chiusi. Troviamo però un bar aperto, una "Cafeteria" come la chiamano loro e ci fermiamo! Finalmente assaggio i famosi Churros, bastoncini di pane fritto che loro inzuppano nella cioccolata calda. Una vera bomba!
Dopo questa bella colazione ci rechiamo in stazione e alla modica cifra di 27,50 euro a testa (alla faccia!) prendiamo i biglietti per Cordova. Il viaggio dura poco più di un'ora e i treni della compagnia Renfe (www.renfe.com), son davvero comodi e moderni. Anche le stazioni in generale in Spagna sono ben curate e funzionali, bisogna riconoscere!
Cordova (in spagnolo Córdoba e in latino Cordŭba) è un comune spagnolo di 328.841 abitanti situato sulla riva del Guadalquivir e ai piedi della Sierra Morena.
Secondo giorno: 12 maggio 2015
Il secondo giorno decidiamo di alzarci presto per godere al meglio della giornata e arrivare in tempo a Cordova. Usciamo dall'hotel intorno alle 8:00. Ci accorgiamo subito che gli spagnoli non sono molto mattutini: le strade sono pressoché deserte e i negozi quasi tutti chiusi. Troviamo però un bar aperto, una "Cafeteria" come la chiamano loro e ci fermiamo! Finalmente assaggio i famosi Churros, bastoncini di pane fritto che loro inzuppano nella cioccolata calda. Una vera bomba!
Dopo questa bella colazione ci rechiamo in stazione e alla modica cifra di 27,50 euro a testa (alla faccia!) prendiamo i biglietti per Cordova. Il viaggio dura poco più di un'ora e i treni della compagnia Renfe (www.renfe.com), son davvero comodi e moderni. Anche le stazioni in generale in Spagna sono ben curate e funzionali, bisogna riconoscere!
Arriviamo a Cordova e dopo una breve passeggiata raggiungiamo il centro storico, patrimonio dell'UNESCO, circondato dalle mura.
Entriamo dalla Puerta de Almodovar. Il borgo e' incantevole: case bianche, disegni sui muri e scritte pittoresche.. Vasi, vasi è ancora vasi pieni di fiori, botteghe etniche e locali, taverne dove si possono gustare le famose tapas. A differenza di Malaga, Cordova non è sul mare e il caldo inizia a farsi sentire in maniera pensante!
Iniziamo con la visita della Mezquita, la cattedrale della città. La sua storia è complessa ma cercherò di raccontarvela nel migliore dei modi. Di forma rettangolare e cinta da un alto muro, è il più importante monumento musulmano di Spagna. La sua costruzione ebbe inizio nel 785 d.C. sotto il regno di ʿAbd al-Raḥmān I quando, dopo l'irruzione islamica a Cordova i dominatori musulmani procedettero alla demolizione della chiesa di San Vincenzo, costruendovi sopra una moschea che diventò la più importante di tutto l'Islam occidentale. La moschea venne poi ampliata da ʿAbd al-Raḥmān II.
Re Ferdinando III detto anche il santo, nel 1236 riconquisto Cordova e restituì la fede cristiana alla città. La moschea venne riconvertita e trasformata in una Cattedrale. Venne creata una cappella maggiore, una crociera e il coro e cappelle, frutto del desiderio dei fedeli di essere depili nella cattedrale. Il patio degli aranci e il minareto, simboli dell'epoca musulmana furono ristrutturati con l'aggiunta di una monumentale torre campanaria.
Paghiamo 8 euro per la visita più 3,50€ per l'audio guida in italiano.
Posso affermare con certezza che questa sia una delle chiese più belle viste finora. L'originale unione della struttura architettonica ed artistica tipica della Moschea con quella della Cattedrale, senza soluzioni di continuità, genera un effetto architettonico strano ed impressionante, che l'ha resa famosa in tutto il mondo,(anche messa sul retro dei 2 euro.) Il mescolarsi di cristianità e Islam crea un'atmosfera davvero suggestiva e gli interni sono ricchi e pregiati o spogli e asettici a seconda che si tratti di moschea o abbellimenti cristiani.
Alle 12:30 si boccheggia e decidiamo di fermarci per pranzo (nonostante per loro il pranzo non possa essere definito tale prima delle 14:00).
Mangiamo nel cortile interno di una taverna nel cuore del centro storico arredata in stile locale e con musica spagnoleggiante. Con 10 euro assaggiamo due piatti tipici, la tortilla (frittata di uova e patate) con il salmorejo (una zuppa fredda di pomodoro) e la Natillas, una crema ricca è profumata tipo crema catalana. Continuiamo il tour del centro storico visitando il quartiere ebraico e la sinagoga (una delle poche rimaste in Spagna), il ponte romano e la Puerta del puente, molto caratteristici, e il museo Taurino.
Alle 16:00 il caldo e' insopportabile e decidiamo di prendere il treno per Siviglia. Raggiungiamo la stazione e in 2 ore e un quarto, al costo di 13 euro arriviamo a Siviglia. Qui il caldo è, se possibile, ancora più soffocante. Tocchiamo i 40 gradi. Prendiamo il bus e ci rechiamo nel nostro hotel che in realtà è una pensione "Hostal Santa Maria". (Si chiama così perché quando il turista arriva pensa "Santa maria"!)
... A parte gli scherzi e' un po' una bettola (una stella) ma i servizi essenziali li ha ed è in pieno centro! (adiacente alla cattedrale!).
Ci incontriamo con mia sorella che soggiorna per lavoro a Siviglia per due mesi (motivo iniziale del nostro viaggio era di venirla a trovare poi ci siamo fatte tutto il tour!) e ceniamo con lei a suon di tapas buonissime in un bar ristorantino dietro alla cattedrale...ci andiamo un po' giù pesante di sangria e tinto de Verano, (letteralmente vino dell'estate)! Quest'ultimo è una delle bevande spagnole più popolari per i giorni di caldo intenso, perfetto per coloro che apprezzano il vino e che, nonostante le temperature elevate, vogliono continuare a gustarlo.
Una consumazione tira l'altra e a mezzanotte sono ciucca!
... a domani :)
Terzo giorno: 13 maggio 2015
Il terzo giorno della nostra gita è dedicato alla visita di Siviglia.
Siviglia è il capoluogo e la più grande città dell’Andalusia ma soprattutto è l’anima della Regione e l’incarnazione del famoso modo di vivere andaluso. Gli abitanti dell’elegante città dorata vivono intensamente le tradizionali passioni spagnole: le tapas, il vino, la birra, le corride, il flamenco, la movida e le feste. Siviglia è la città dove si celebra la maestosa e storica Semana Santa e dove si svolge la Feria de Abril, la più festosa fiera annuale dell’Andalusia.. Ma l’atmosfera a Siviglia è magica ogni sera, la gente è allegra e rilassata, ama divertirsi e trascorrere la notte nei numerosi locali della città: tapas bar, ristoranti, pub e discoteche.
Situata sulle rive del fiume Guadalquivir, Siviglia ha un ricco patrimonio architettonico arabo tra cui il minareto della Giralda, con numerosi edifici dichiarati Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco, e quartieri dal profondo sapore popolare come Triana e La Macarena. Il suo patrimonio architettonico include la Casa de Pilatos, la Torre del Oro, il Palazzo Alcázar, il Palazzo Comunale, l’Archivio delle Indie, il Museo delle Belle Arti, conventi, pievi e palazzi.
E' una città davvero affascinante. Sette secoli di dominazione araba e poi la reconquista hanno lasciato un mix di culture unico al mondo.
Iniziamo presto per evitare il caldo. Alle 7:45 siamo già per strada.
Camminiamo per le vie vicino al nostro hotel, vediamo l'Ayuntamiento e la Plaza Nueva, poi ci dirigiamo verso il fiume Guadalquivir.
Raggiungiamo la Plaza de Toros de la Real Maestranza de Caballería de Sevilla, meglio nota come La Maestranza, che è la più antica struttura per corrida di tutta la Spagna ed è il luogo dove si svolte annualmente la Feria de Abril, uno dei festival di corride più famoso al mondo. Essa può contenere fino a 12000 persone. Essendo molto presto però (per loro) troviamo chiuso. Ci dirigiamo allora verso la Torre dell'Oro, antica torre militare della Spagna islamica, situata sulla sponda del Guadalquivir ma anch'essa è chiusa: trovare dei monumenti aperti a Siviglia prima delle 9:30 del mattino e' una vera impresa! Così come i supermercati.
Passeggiamo lungo il fiume Guadalquivir. La vista è molto bella, lungo le sue sponde occidentali spicca il quartiere di Triana, con le sue case colorate. Decidiamo di farci un passo la sera, per cena, perché è consigliato da quasi tutte le guide. Passiamo dentro al Prado de San Sebastián che non è nulla di che, come parco! Costeggiamo l'Università e finalmente dopo poco intravediamo i monumenti di Plaza de España. Essa è uno degli spazi architettonici più spettacolari della città e dell'Architettura Neo-Moresca ed è situata all'interno del parco di Maria Luisa, anch'esso molto bello.
Una volta finito la visita di questa meravigliosa piazza, attraversando i Giardini di Catalina de Ribera, che costeggiano l'Alcazar ci rechiamo nel Barrio de Santa Cruz, una delle più antiche juderie di Siviglia: quando Ferdinando III di Castiglia conquistò la città togliendola dal controllo dei musulmani, ammassò la popolazione ebrea della città, la seconda in tutta la Penisola iberica dopo quella di Toledo, in questo quartiere. Dopo il Decreto di Alhambra del 1492 che prevedeva l'espulsione degli ebrei dalla Spagna, il quartiere subì un grande declino. Nel XVIII secolo però subì un processo di rinnovamento urbano.
Oggi non fa il caldo di ieri e riusciamo a girare bene. Decidiamo di tenerci Alcazar per venerdì e ci rechiamo attraversando le fitte vie del centro alla Casa de Pilatos. Essa è un palazzo con uno stile misto tra rinascimentale italiano e Mudejar. Viene considerato come il prototipo del palazzo andaluso. Rimango abbagliata da questo palazzo e dal suo giardino, consiglio la visita.
Intanto abbiamo un certo languorino, decidiamo che è giunta l'ora di pranzare. Iniziamo una folle ricerca del bar tapas migliore e ne troviamo uno che finalmente ci convince. Dentro sembrano tutti matti e si gela per l'aria condizionata ma non ci facciamo dissuadere. E infatti scegliamo bene! Le migliori tapas del mondo se rapportate al prezzo (3 tapas più acqua 6 euro). Il locale si chiama buentrago. Non ha un sito web ma una pagina Facebook: www.facebook.com/BuenTrago
Sazie e contente decidiamo allora di visitare la chiesa di Salvador. Essa venne costruita sulle fondamenta dell’antica moschea maggiore di Siviglia, una costruzione dell’XI secolo, ai tempi della dominazione musulmana del principe Hohammad Bem-Abbad Al Motamid-Al-Cajim.
Dell’antica moschea si sono conservati il patio delle “Abluzioni” e la torre che costituiva il minareto.
Con un biglietto solo combinato di 9 euro abbiamo diritto ad entrare anche nella Cattedrale e saltando pure la coda! Così dopo la chiesa ci rechiamo dalla Cattedrale e per prima cosa saliamo sul minareto, la famosa Giralda, dalla cima del quale scattiamo bellissime foto su tutta la città. Dopo di che ci rechiamo all'interno.
La Cattedrale di Siviglia è la più grande cattedrale gotica del mondo ed il terzo edificio religioso per dimensione dopo la basilica di San Pietro in Vaticano e la cattedrale di Saint Paul a Londra. La sua costruzione iniziò nel 1401, sul terreno lasciato libero dalla demolizione della vecchia moschea Aljama di Siviglia. Essa è composta da cinque navate, distribuite in puro stile gotico con absidi ed un deambulatorio, formando una pianta a perfetto rettangolo che la rende uguale millimetricamente a quella di Alhama, di cui eredita anche la disposizione delle porte. Riguardo ai muri, è necessario dire che sono molto sottili. La luce naturale è scarsa, dal momento che le finestre sono piccole e composte da ottime vetrate.
La navata centrale unisce due imponenti costruzioni: il coro, fiancheggiato da grandi organi, e la Cappella Maggiore che ospita l'altare maggiore. Tra di essi si trovano tre sezioni: la navata di re Ferdinando III, la crociera (le cui volte sono le più alte del complesso) ed il retro-coro. Queste tre aree corrispondono alle tre classi sociali medievali: la cattedrale reale o pantheon dei re, la cattedrale ecclesiastica o parte riservata all'arcivescovo e la cattedrale popolare, situata ad ovest. Molto bello è anche il patio della cattedrale, il Patio de los Naranjos, uno spazio rettangolare interno, che funge da chiostro della cattedrale.
Ok per oggi abbiamo visto abbastanza! Il caldo e' aumentato e non si riesce più a stare in giro (qui cresce fino alle 21:00 e inizia ad essere poco tollerabile già dopo le 14:00). Ci rechiamo in hotel per riposarci un po' in vista della cena non prima però di aver fatto uno spuntino con il dolce tipico di Siviglia all'olio d'oliva e arancia. La."Tortas de aceite sevillanas" Una vera droga! Non riusciamo a smettere di mangiarle!
Alle 20:30 usciamo in direzione di Triana, quel quartiere intravisto dal fiume al mattino. La vera sorpresa di Siviglia e' questo quartiere: Sulla riva occidentale del fiume Guadalquivir si uniscono la Siviglia antica e la moderna. Passiamo sul Ponte Isabella II, meglio conosciuto come "Ponte di Triana", costruito tra il 1845 e il 1852 dagli ingegneri Gustavo Steinacher e Ferdinand Bennetot e monumento storico nazionale dal 1976, con vista davvero suggestiva.
Secondo la mitologia, la dea Astarté per sfuggire alla persecuzione amorosa di Ercole si rifugiò lì fondando Triana. Il nome deriva dal suo passato di colonia romana fondata da Traiano (l’imperatore romano nato a Italica): Trajana – Triana. Fu tradizionalmente un quartiere di marinai, operai, ceramisti e industriali, famosa per i suoi toreri, i cantanti e i ballerini di flamenco. Ora è a mio avviso, se mi concedete l'accostamento, la "trastevere" di Siviglia, con le due botteghe e i suoi ristorantini e i locali lungo in fiume dove mangiare il "pescato" fresco.
Ceniamo in un bar tapas fantastico, la Comidilla, dove assaggiamo le migliori tapas mangiate sinora! Se volete mangiare Triana e' il posto giusto! Io ordino un fagottino di pasta brisee con dentro "queso" e gamberetti, Fois semi-grasso con marmellate varie locali e tonno "encebolado". Martina ordina carne di toro alla piastra e Toma di queso alla piastra. Di dolce lei mangia una crepe al dolce de leche e io una cheese Cake al dolce de leche. Davvero soddisfatte per la nostra cena pagata 15 euro, facciamo un giro nel quartiere.
Esauste ma felici torniamo in hotel! Sveglia presto prevista per il giorno dopo....si va a Granada!!!
Adiacente al complesso di Alhambra troviamo il palazzo e i giardini di Generalife. (In arabo: Jannat al-'Arif - Giardino dell'Architetto) che furono la residenza estiva dei sultani Nasridi. Entrambi i complessi monumentali sono stati dichiarati dal comitato mondiale dell'unesco Patrimonio Culturale dell'Umanità nel 1984. Visitiamo sotto un sole cocente le due attrazioni con un biglietto unico di "soli" 14 euro. C'è da dire che il complesso rispetta le aspettative: La vista della città, delle montagne di Sierra nevada e del quartiere di albaicin (nostra prossima tappa) da lassù e' stupenda.
Esauste ma felici torniamo in hotel! Sveglia presto prevista per il giorno dopo....si va a Granada!!!
Quarto giorno: 14 maggio 2015
Il nostro quarto giorno in Andalucia e' dedicato alla visita di Granada. Essa, fondata dai Romani con il nome di Illibris, sorge ai piedi delle montagne della Sierra Nevada, sulla confluenza di due fiumi: il Darro, affluente del Genil, e il Genil medesimo. La raggiungiamo con un bus al costo di 25 euro a tratta che in circa 3 ore ci porta la.
Immediatamente, Appena arrivate ci rendiamo conto di aver sottovalutato la città: abbiamo solo 4 ore e 30 di tempo per visitarla e le cose da vedere sembrano infinite! Vi dico già che è uno sbattimento e un costo altissimo e la città richiede molto tempo per la visita perchè è davvero bella... quindi il programma scelto da noi non è il massimo. Se ci andate in giornata partite presto al mattino e mettete già in conto di prendere l'ultimo bus della sera. L'ideale però è dormire li una notte.
Tornando a noi...non ci scoraggiamo e iniziamo dal centro della città. Visitiamo il Souk: una rete di fitte viuzze che si incontrano una con l'altra tra piazze e negozi di artigianato e spezie, davvero incantevole. Qui compro il the di Granada, che proverò poi a casa, ottimo! Non é un quartiere arabo ma ciò che rimane dell'antico "souk" arabo della città. Ancora oggi le vie di questo quadrilatero sono quelle dell'antico souk, cambiano solamente gli edifici che nei secoli sono stati costruiti in pietra in stile spagnolo anziché arabo. E' l'unico souk presente in terra europea. In spagnolo si pronuncia Zoco. Vi si trovano un sacco di negozi di souvenir ma anche di negozi e botteghe tipici dei souk maghrebini. Intorno a queste vie si staglia la cattedrale. Successivamente alla riconquista della città nel 1492, i Re cattolici vollero la costruzione di una cattedrale, sul sito della grande moschea nasride di Granada.
Immediatamente, Appena arrivate ci rendiamo conto di aver sottovalutato la città: abbiamo solo 4 ore e 30 di tempo per visitarla e le cose da vedere sembrano infinite! Vi dico già che è uno sbattimento e un costo altissimo e la città richiede molto tempo per la visita perchè è davvero bella... quindi il programma scelto da noi non è il massimo. Se ci andate in giornata partite presto al mattino e mettete già in conto di prendere l'ultimo bus della sera. L'ideale però è dormire li una notte.
Tornando a noi...non ci scoraggiamo e iniziamo dal centro della città. Visitiamo il Souk: una rete di fitte viuzze che si incontrano una con l'altra tra piazze e negozi di artigianato e spezie, davvero incantevole. Qui compro il the di Granada, che proverò poi a casa, ottimo! Non é un quartiere arabo ma ciò che rimane dell'antico "souk" arabo della città. Ancora oggi le vie di questo quadrilatero sono quelle dell'antico souk, cambiano solamente gli edifici che nei secoli sono stati costruiti in pietra in stile spagnolo anziché arabo. E' l'unico souk presente in terra europea. In spagnolo si pronuncia Zoco. Vi si trovano un sacco di negozi di souvenir ma anche di negozi e botteghe tipici dei souk maghrebini. Intorno a queste vie si staglia la cattedrale. Successivamente alla riconquista della città nel 1492, i Re cattolici vollero la costruzione di una cattedrale, sul sito della grande moschea nasride di Granada.
A causa del poco tempo Decidiamo di pranzare take away in una piccola friggitoria/gastronomia " La freiduria de Tere" dove con 7 euro a testa gustiamo un cono di frittura mista, polpette di pesce e frittata di calamari. Ci propone anche il gazpacho altra specialità locale, la paella e il cous cous. La proprietaria Tere ci mostra la foto di sua mamma e ci spiega che è da essa che ha imparato il mestiere. È' bello vedere come qui al contrario che in molti altri posti, le persone e i negozianti siano rilassati e mai di fretta. Tutti ti spiegano, ti aiutano (rigorosamente in spagnolo eh) la frenesia non fa per loro! A volte son fin troppo lenti e quando entri nel negozio invece di servirti se la parlavo o se la chiacchierano al telefono! Da noi sarebbe impensabile!
Dopo questo pranzo ristoratore ci concediamo anche un dolcino tipico in una panetteria: assaggio i famosi piononos, i dolcetti del papa, famosi a Santa Fe. Qui tutti i dolci sono ricchi di spezie e di miele, li adoro! Gli influssi arabi nella cucina, nell'architettura e nell'artigianato si sentono e si vedono!
Mangiando mentre camminiamo riusciamo a prendere il bus C3 per l'attrazione principale della città: Il complesso palaziale di al-hambra. Etimologicamente, Alhambra in arabo si traduce con "al-Ḥamrā'" (la Rossa), Dal momento che il suo nome intero era Qalʿat al-ḥamrāʾ (Cittadella rossa). L'Alhambra è una vera città murata (medina) che occupa la maggior parte del colle della Sabika, mentre per parte sua Granada fruiva di un altro sistema di mura protettive di cinta. Pertanto l'Alhambra poteva funzionare in modo autonomo rispetto a Granada. Nell'Alhambra vi erano tutti i servizi propri necessari agli abitanti che vi vivevano: moschee, scuole, botteghe e altro.
Venne edificata nel 1238 da Muḥammad ibn Naṣr chiamato al-Ḥamar, "Il Rosso", perché aveva la barba di colore rossiccio. Egli fece edificare il primo nucleo del palazzo. Suo figlio Muhammad II, successivamente lo fortificò.
Nel 1492, con la conquista di Granada da parte dei Re Cattolici, l'Alhambra passò ad essere palazzo reale dei Re di Spagna e questo salvò il complesso dalla distruzione patita invece da tanti altri monumenti islamici a seguito della Reconquista.Adiacente al complesso di Alhambra troviamo il palazzo e i giardini di Generalife. (In arabo: Jannat al-'Arif - Giardino dell'Architetto) che furono la residenza estiva dei sultani Nasridi. Entrambi i complessi monumentali sono stati dichiarati dal comitato mondiale dell'unesco Patrimonio Culturale dell'Umanità nel 1984. Visitiamo sotto un sole cocente le due attrazioni con un biglietto unico di "soli" 14 euro. C'è da dire che il complesso rispetta le aspettative: La vista della città, delle montagne di Sierra nevada e del quartiere di albaicin (nostra prossima tappa) da lassù e' stupenda.
Subito dopo l'Alhambra ci rechiamo con il bus C1 verso il quartiere di Albaicin. Il tempo stringe purtroppo e per la visita ci resta meno di mezz'ora. L'Albaicín ha conservato le strette strade, i cortili con alberi e fiori, le terrazze, le cisterne e le fontane pubbliche risalenti al passato dominio medievale dei Mori. Esso sorge sulla collina di fronte all'Alhambra, da cui è separato dal fiume Darro. Durante la lunga dominazione arabo-berbera ed ebraica visse il momento di massimo splendore, giungendo ad avere circa 60 mila abitanti e ben 26 moschee. Il quartiere presenta una marcata impronta araba e deve il suo nome agli arabi della città di Jaén (bayyasīn, ossia "quelli di Baeza") che si trasferirono in massa a Granada dopo essersi arresi alle truppe cristiane di Ferdinando III. I punti di interesse all'interno del quartiere comprendono i resti di un complesso di bagni arabi di Granada, il museo archeologico di Granada, la chiesa di San Salvador costruita sulle macerie di una moschea e il Mirador di S. Nicolás, che permette una spettacolare veduta dell'Alhambra. Ed è proprio lì che ci facciamo lasciare dal bus. Avendo poco tempo è' il posto migliore per scattare alcune foto e visitare la chiesa nella piazzetta, gremita di artisti di strada e musicisti. Un posto davvero unico! Purtroppo il tempo è' scaduto. Ci accordiamo che il Lac, il bus per la stazione degli autobus, non ci può portare in tempo così fermiamo un taxi e senza neanche spendere tanto raggiungiamo la stazione. Il nostro l'abbiamo fatto. Ripartiamo direzione Siviglia.
Ultimo giorno in Andalucia: 15 maggio 2015
Ci concediamo un po' di relax in vista del viaggio di ritorno.
Giretto per souvenir e colazione in un bar italiano.
Alle 11 proviamo a visitare l'Alcazar nonostante la coda infinita. Oggi fa meno caldo. Alle 12 si starebbe bene anche con un giacchetto.
Entriamo nell'Alcazar e ci rendiamo immediatamente conto dello splendore del posto.
L'Alcazar (che in arabo significa palazzo) si trova nel cuore di Siviglia, vicino alla Cattedrale. Esso era un tempo fortezza dei mori riadattata a partire dal 1364, prima da Pietro I di Castiglia e poi da Carlo V nella residenza del Re. Il risultato finale è un bellissimo esempio di architettura mudéjar, una combinazione di culture e stili: islamico, rinascimentale e gotico. In questi palazzi fu celebrato il matrimonio tra Carlos V ed Isabella di Portogallo. Meravigliosi sono anche i giardini, pieni di fontane con pesci, fiori e decori. Ci immergiamo nel complesso e vi restiamo per almeno un'ora.
Alle 13:00 incontriamo mia sorella Lisa e pranziamo con lei a Triana, alla Comidilla, non prima però di aver fatto un giro nel mercato coperto di Triana, davvero caratteristico e ricco di negozi di pesce fresco, jamon iberico e altre leccornie.
Dopo pranzo ritorniamo in hotel per prendere le valigie. Facciamo uno spuntino a base di "pestado" di verdura e fretta fresca, (molto in voga in Andalucia a causa del grande caldo) da Milkaway e poi ci avviamo verso l'aeroporto per tornare a casa.
Giretto per souvenir e colazione in un bar italiano.
Alle 11 proviamo a visitare l'Alcazar nonostante la coda infinita. Oggi fa meno caldo. Alle 12 si starebbe bene anche con un giacchetto.
Entriamo nell'Alcazar e ci rendiamo immediatamente conto dello splendore del posto.
L'Alcazar (che in arabo significa palazzo) si trova nel cuore di Siviglia, vicino alla Cattedrale. Esso era un tempo fortezza dei mori riadattata a partire dal 1364, prima da Pietro I di Castiglia e poi da Carlo V nella residenza del Re. Il risultato finale è un bellissimo esempio di architettura mudéjar, una combinazione di culture e stili: islamico, rinascimentale e gotico. In questi palazzi fu celebrato il matrimonio tra Carlos V ed Isabella di Portogallo. Meravigliosi sono anche i giardini, pieni di fontane con pesci, fiori e decori. Ci immergiamo nel complesso e vi restiamo per almeno un'ora.
Alle 13:00 incontriamo mia sorella Lisa e pranziamo con lei a Triana, alla Comidilla, non prima però di aver fatto un giro nel mercato coperto di Triana, davvero caratteristico e ricco di negozi di pesce fresco, jamon iberico e altre leccornie.
Dopo pranzo ritorniamo in hotel per prendere le valigie. Facciamo uno spuntino a base di "pestado" di verdura e fretta fresca, (molto in voga in Andalucia a causa del grande caldo) da Milkaway e poi ci avviamo verso l'aeroporto per tornare a casa.
Esauste, accaldate, ingrassare (abbiamo davvero mangiato qualsiasi cosa), impoverite (speso più soldi qui che in Islanda) ma felici!
Consigli:
1) in ordine di tempo le città richiedono questo impegno:
Siviglia: due giorni
Granada: 1 giorni e mezzo
Cordoba: un giorno
Malaga: un giorno, anche meno.
2) Evitate di mangiare a menù fisso! Noi i primi giorni non sapendolo l'abbiamo fatto ma è' molto meglio prendere le tapas! Con 10 euro mangi quello che vuoi e assaggi un po' di tutto.
3) Se vai in primavera portati un cappello o un ombrellino! Crema solare e doposole! Il sole picchia laggiù!
Alla prossima, un bacio Marta
Siviglia: due giorni
Granada: 1 giorni e mezzo
Cordoba: un giorno
Malaga: un giorno, anche meno.
2) Evitate di mangiare a menù fisso! Noi i primi giorni non sapendolo l'abbiamo fatto ma è' molto meglio prendere le tapas! Con 10 euro mangi quello che vuoi e assaggi un po' di tutto.
3) Se vai in primavera portati un cappello o un ombrellino! Crema solare e doposole! Il sole picchia laggiù!
Alla prossima, un bacio Marta






















