giovedì 19 marzo 2015

Islanda... In the land of ice and fire

Eccomi qui per raccontarvi del mio ultimo strepitoso, selvaggio e inaspettato viaggio.
Giusto qualche mese fa mi è stato regalato un volo a/r per Reykjavik, dal 28 febbraio all'8 marzo. Non vi dico lo stupore! Non mi sarei mai aspettata un regalo di quest'entità!
Il viaggio prevedeva il giro dell'isola in senso antiorario, saltando la parte dei fiordi occidentali (terre ostili nei mesi invernali).
Se devo essere sincera prima di partire ero un po' preoccupata... l'Islanda è una terra che non si fa addomesticare e io non avevo mai fatto viaggi così, al massimo ero stata in Norvegia ad aprile.

Premessa

Prima cosa: bottino di indumenti termici alla Decathlon! Indispensabili soprattutto le scarpe (dopo sci e scarponcini impermeabili e termici) e le calze (calzettoni di lana e calze a maglia) perché si sa, quando si ha freddo ai piedi si ha freddo dappertutto!
Non possono mancare anche i guanti (almeno due paia, nel caso li perdeste) e dei berretti (è consigliato il passamontagna).
Seconda cosa: IL CIBO! In Islanda costa tutto carissimo quindi se siete in appartamento conviene riempire la valigia di cibi salvavita come risotti in bustina, paste, sughi buoni di casa, Parmigiano e se avete esigenze particolari come me che sono amante dell'orzo... metteteci anche quello! In Islanda è introvabile. Inoltre portatevi un kit composto da zucchero, olio, sale e caffè, sennò ogni volta che cambiate appartamento, nel caso faceste anche voi il giro dell'isola, vi tocca buttare tutto o rischiare di rovesciare la roba in macchina! I supermercati migliori sono i bonus e i 1011, aperti 24/24 h.
Consiglio per le signore: evitate tacchi, trucchi, piastre, vestiti eleganti... c'è un vento incredibile e soprattutto se vai in Islanda a marzo non ti serve niente di tutto ciò!
Altra cosa da ricordare: preparatevi perché molto spesso si possono percorrere anche 200 km senza incontrare centri abitati o per lo meno dotati di servizi per essere considerati tali! Quindi portatevi tutto il necessario per un viaggio on the road!
Non deve mancare anche paio di infradito ed un costume: le infradito servono nella doccia, se ci fossero i bagni in comune e il costume potrebbe diventare utile perché l'Islanda è piena di "piscine" naturali con acqua calda!

Primo giorno. Sabato 28 febbraio 2015

Partiamo da Torino sabato 28 febbraio. Raggiungiamo il parcheggio a Milano e poi l'aeroporto di Malpensa, con la navetta. Il parcheggio per una settimana ci costa circa 38 euro.
Consiglio: Vestitevi già pesante se pur a strati, perché nonostante lo scalo quando poi si arriva la è meglio essere ben coperti!
Decolliamo alle 10:15 da Milano con la compagnia Easyjet e successivamente da Londra alle 15.50 per arrivare a Reykjavik intorno alle 19:00.
In viaggio siamo in quattro: io ed il mio ragazzo, che vi anticipo essere un fotografo, ma anche altre due persone: un fisioterapista anch'esso fotografo di nome Alessio ed un architetto siciliano, nonché guida turistica, Mario.
Una volta giunti all'aeroporto ci incontriamo con il ragazzo del car-rent, l'auto che abbiamo affittato è una super Nissan Qashqai. Fin da subito ci accorgiamo, o meglio i miei compagni di viaggio si accorgono (soltanto Mario e Stefano sono abilitati alla guida) dell'eccezionale tenuta di strada nonostante la neve! All'orizzonte non c'è nulla se non qualche casa e il suolo è completamente innevato. Il sole sta tramontando e tutto sommato mi immaginavo di sentire più freddo. Dall'aeroporto che si trova a Keflavik ci spostiamo verso Reykjavik sperando di trovare sulla strada un supermercato. Incontriamo un Bonus, ma è chiuso (chiude alle 19:30) allora proseguiamo e troviamo un 1011. Entriamo per far la spesa e Stefano rimane fuori ad aspettarci. Ad un certo punto lo vediamo entrare di corsa e dirci: Ragazzi muovetevi, uscite fuori, c'è l'Aurora! Ebbene si, Reykjavik ci accoglie con l'aurora boreale.
In fretta andiamo a cercare l'appartamento, della catena Stay Apartment (http://www.stay.is), dove alloggeremo per una notte. La struttura è molto carina, moderna e ben arredata. Una volta posata la roba voliamo verso un punto poco illuminato e tranquillo subito fuori  dalla città, lungo la strada per Pingvellir, ideale per far le foto.
Ben presto mi rendo conto di cosa intendeva Stefano per "L'Islanda è ventosa". Scendo dalla macchina e vengo letteralmente spostata dal vento, che in quel momento credevo essere il più forte della mia vita (perché non avevo ancora sentito quello dei giorni successivi!). E' magnifico...ci siamo solo noi, il vento, la neve e l'aurora boreale... anche se poco dopo arriva un pullman stra carico di turisti a guastarci la festa, evidentemente non eravamo gli unici ad aver pensato a questo luogo! :D
La prima aurora della mia vita!
Non vi descrivo le emozioni nel trovarmi catapultata in un posto così selvaggio, così diverso dai paesaggi visti di solito e soprattutto nell'assistere alla mia prima aurora boreale! Il freddo comincia a farsi sentire e non bastano neanche i miei scaldini per scarpe: ho i piedi congelati! Decido che avrei aggiunto al mio armamentario un paio di calze il giorno dopo!
.Unico neo.. la mia cena! In aeroporto avevo avuto la malsana idea di comprare un piatto già pronto thai composto da cous-cous e polpette vegane. Non fatelo! Appena messo in bocca ho capito che non era commestibile e l'ho buttato! A parte la fame però, (che mi avrebbe accompagnata anche nei giorni successivi), posso ritenermi soddisfatta. Come prima sera non male!
Alle 23:30 circa torniamo in appartamento e andiamo a nanna pronti per cominciare la nostra avventura.

Secondo giorno. Domenica 1 marzo 2015


Thingvellir
La giornata inizia con una mega colazione continentale a base di bacon e uova strapazzate, complice la spesa della sera prima. Scopro con piacere che in Islanda vendono lo yogurt più buono del mondo, chiamato Skyr. E' diverso dallo yogurt che mangiamo qui, in realtà è un formaggio morbido a base di latte acido, davvero squisito! Ci spostiamo da Reykjavik alla volta del cosiddetto "Circolo d’Oro". Usciti dalla città lo scenario cambia immediatamente: distese immense di neve, neve e ancora neve e montagne che si stagliano all'orizzonte. Voglio fermarmi a fare mille foto ma Stefano mi dice di aspettare... quello non era ancora niente... e infatti..
Il Circolo d'Oro è un percorso che comprende alcune delle mete turistiche più importanti dell’Islanda: Thingvellir, Gullfoss e Geysir.
La Cascata di Gullfoss
Thingvellir, Patrimonio dell’Umanità secondo l’Unesco è anche parco nazionale dal 1928. Si trova a circa 50 km dalla costa, vicino all’area vulcanica di Hengill e alla penisola di Reykjanes. Si tratta di un luogo molto importante a livello storico perché fu lì che venne fondato uno dei primi parlamenti del mondo, l’Althing e sempre lì che nel 1944 fu dichiarata l’indipendenza dell’isola. Questo parco è famoso per la sua attività vulcanica e per la sua speciale tettonica caratterizzata da faglie e gole come l’Almannagjá, il più grande canyon, dove si incontrano la placca europea e quella nord americana.
Camminiamo all'interno di questa gola e scopriamo anche l'esistenza di una bella cascata, Oxararfoss, dove ci fermiamo a fare un sacco di foto.
L’altra tappa del Circolo d’Oro è la cosiddetta Cascata d’oro, Gullfoss, la più famosa d’Islanda.
Dal 1975 Riserva naturale, è alimentata dal fiume Hvítá che salta per circa 30 metri dando vita a due cascate dalla portata media di circa 100 metri al secondo che poi proseguono in una stretta gola profonda. Conosciuta come la regina di tutte le cascate islandesi, Gullfoss è sicuramente una delle attrazioni più visitate dell’isola grazie anche ai giochi di luce creati dal suo doppio salto: l’acqua nebulizzata crea vapori tutto intorno aiutando la formazione di affascinanti arcobaleni. Uno spettacolo della natura!!!La cosa incredibile nell'arrivare a questa cascata è il vento! Credetemi il più forte mai sentito fino a quel momento! Non si riusciva quasi a stare in piedi. Nonostante questo i nostri due fotografi riescono a scattare alcune immagini magnifiche!
La terza tappa del Circolo d’Oro è Geysir, nella valle di Haukadalur. Qui sono presenti molti geyser, la più famosa attrattiva dell'isola. I più grandi geyser di Haukadalur sono Strokkur e Geysir.
Un attimo prima dell'esplosione...
Quest'ultimo è il  più antico geyser del mondo ed è da esso che deriva il nome di queste sorgenti d’acqua (dal verbo islandese gjósa che significa "eruttare", "emettere a fiotti") che vengono sputate fuori dal terreno a causa di una sua particolare formazione. Geysir, ormai praticamente spento, è stato pienamente attivo per più di 10000 anni. Poteva arrivare anche ad un’altezza di 60 metri e per questo era uno dei più alti al mondo. Le cause del suo esaurimento sono solo in parte naturali, un grosso aiuto in questo senso è venuto dall'uomo: durante gli studi americani effettuati su Geysir si notò infatti che gettando sapone nel cratere, le eruzioni avvenivano più frequentemente e con un'intensità maggiore. L'espediente venne utilizzato per attirare turisti e per creare scenari spettacolari a servizi pubblicitari, ma il sapone rovinò irrimediabilmente la colonna calcarea, rendendo difficile il verificarsi del fenomeno.
Oggi il Grande Geysir soffia circa una volta al mese con scarsa intensità e offre alla maggior parte dei visitatori soltanto lo spettacolo del suo enorme cratere fumante. Ci rimane comunque Strokkur che è il suo fratellino più piccolo, le cui eruzioni avvengono circa ogni 4-5 minuti con colonne d’acqua che possono arrivare anche a 30 metri. Rimaniamo incantati nell'ammirare il "respiro" della terra che muove l'acqua fino a formare una bolla che poi come ad imitare uno starnuto esplode in cielo. Diventa una vera e propria droga, mi fermo non so quante volta ad aspettare lo "spruzzo".
La cosa particolare di questo posto è che oltre ai Geyser tutto il terreno è pieno di fumarole e ha dei colori molto particolari che vanno dal giallo al rosso e all'arancione per via della sublimazione dello zolfo e del silicio.
Ce ne andiamo da Geysir e pranziamo in macchina pronti per raggiungere una nuova tappa. L'islanda mi sta lasciando senza parole! ...Aveva ragione Stefano quando diceva di aspettare a scattare le foto!;)
Scorci di mare, in direzione Vik
Usciamo dal circolo d'oro per raggiungere la nostra prossima meta: la cittadina di Vik, nella costa sud dell'Islanda. Lungo il tragitto ci imbattiamo in altre "chicche" islandesi come le cascate di Seljalandsfoss e Skogafoss e l’Eyjafjallajökull. Quest'ultimo è un ghiacciaio, il quinto per estensione dei ghiacciai islandesi e ricopre il vulcano Eyjafjöll. Il ghiacciaio è diventato celebre, se così si può dire, nel 2010 quando dopo 187 anni, si è verificata un'eruzione dell'Eyjafjöll che ha causato l'evacuazione di circa 600 persone. La presenza di una nube di ceneri vulcaniche emessa dal vulcano ha portato alla chiusura degli spazi aerei e di vari aeroporti di alcuni paesi dell'Europa centro-settentrionale.. Ad oggi la zona è praticamente disabitata e l'eruzione è ricordata da un cartello.
Il nostro percorso continua tra scorci stupendi di mare al tramonto a destra e montagne altissime a sinistra,
Aurora da Vik
Ad un tratto dal verde passiamo al bianco. La zona dove stiamo andando è stata oggetto di una grossa bufera qualche ora prima e ci ritroviamo letteralmente coperti di neve. Non vi dico la fatica per arrivare a Vik, ma la nostra super auto ci assiste!
Una volta arrivati lo scenario è bellissimo: il piccolo paese è tutto innevato e non si vede anima viva in giro. Dall'alto della collina spicca la chiesa del paese, illuminata. Troviamo il nostro appartamento, molto caratteristico, a due piani. Ceniamo esausti pensando di non avere chance di vedere di nuovo l'aurora dato il brutto tempo... e invece poche ore dopo eccola la... timida compare, proprio sopra la montagna dietro al nostro appartamento!!
...Possiamo proprio dire di avere.... "l'Aurora sotto casa";)


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